Cadore - Dolomiti
S'è rotta la teiera
martedì, 3 gennaio, 2006, 04:18 - Personale
Teiera di merda!
Quella stronza della teiera che mi è stata regalata da una persona di cui non faremo il nome per difenderne la privacy (la chiameremo Saronza) si è crepata al primo contatto con l'acqua calda.
Zoccola di una teiera!
Non fosse altro che ha cominciato a sbrodolare sopra la mia tastiera, nuova per giunta! Ma dico io! Si può!? Oh!
E quindi, oh popolo, unisciti nella rivolta capeggiata dalla Saronza contro le teiere insolventi! Queste costituiscono una piaga sociale contro cui la Saronza si vuole battere!
E' stato tale il dispiacere, infatti, nel vedere il mio regalo di Natale andare in frantumi che la Saronza si è sciolta in mezz'ora buona di pianto...sulla mia maglietta che alla fine, coperta di lacrime e catarro, chiedeva pietà! Non però tanto quanto la teiera che, dopo attente osservazione da parte mia e della Saronza, è risultata morta: era infatta "crepata"!
La morale di tutto ciò è: "Fanculo alle teiere del mercato equosolidale!"

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Novità
mercoledì, 21 dicembre, 2005, 16:50 - Personale
Per i più distratti faccio notare che sul sito sono state aggiunte le seguenti rubriche:

- Immagini
- News
- Pensieri
- Bibliografia
- Links

I collegamenti sono in alto a destra sotto l'immagine casuale.
Teneteli d'occhio per evolveranno velocemente!
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Natale HC
lunedì, 19 dicembre, 2005, 21:45 - Personale
Ieri sera ho presentato il video fotografico che Sara ed io abbiamo preparato come regalo ai ragazzi di HC di Milano. E' stato molto bello vedere il nostro lavoro apprezzato e cogliere l'emozione sul viso di molti dei presenti, in sala e nel video. Visto che in molti mi hanno chiesto di poter avere le immagini e/o il filmato ho deviso di mettere entrambi on-line.
Il filmato lo potete scaricare qui (169MB, consiglio di premere il tasto destro del mouse e scegliere "salva oggetto..." o il comando equivalente). Le fotografie si possono invece scaricare dalla galleria immagini del sito nella sezione "Video di Natale HC" dell'ambum "Amici". Sono numerate in modo da ricreare la sequenza del video, e se volete trovare le vostre potete usare il campo di ricerca in alto a sinistra inserendo il vostro nome (o soprannome, o entrambi).
Buona navigazione e grazie mille dell'affetto dimostratomi! Mi ha fatto davvero piacere! :D


PS
Eventualmente, per agevolarvi nel download delle fotografie, potete "metterle nel carrello" (sotto ogni fotografia appare l'icona apposita) e poi selezionare l'opzione (dalla finestra del carrelo accanto al tasto "VAI") per scaricare tutto il carrello in un unico file zippato (.zip).

NB
Qualora qualcuno avesse difficoltà a vedere il filmato sul proprio PC la ragione potrebbe essere legata all'assenza del codec DiVX nel proprio sistema. In questo caso è possibile scaricarlo dal sito di DiVX (o direttamente da qui) oppure, e forse è pure meglio, si può scaricare un pacchetto cumulativo di codec diversi dal sito del "K-lite Codec Pack" (o direttamente da qui).

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I camosci sulla via
venerdì, 16 dicembre, 2005, 05:19 - Montagna
Questa sera ho caricato nella galleria fotografica le immagini delle mie escursioni in montagna e mi è venuto da riflettere su quanto mi è successo durante una di queste, quella al Rifugio Chiggiato.

Ero partito presto al mattino, come al solito, con mio padre che, dati gli anni in più e la forza d'animo che da sempre lo contraddistingue, non tollerando l'idea di starmi dietro aveva preso a camminare quando io ancora mi stavo allacciando gli scarponi guadagnando un certo vantaggio; aveva voluto scaldarsi, mi dirà poi!
Ad ogni modo prendiamo a salire per il sentiero, a zig-zag, lungo il versante del monte. E' piuttosto ripido ma la vista è mozzafiato; di fronte a noi vediamo nella sua interezza il monte Antelo, ed è una cosa rara dato che per la sua altezza spesso le nuvole ci si raccolgono sopra. Ma non questa mattina. La vallata è silenziosa e il cielo è limpido. Sentiamo il rumore del torrente che si allontana quanto più saliamo e il profumo del bosco ci fa sorridere della fatica.
Ma è ancora davanti a me; e il fatto che usi le racchette non mi giustifica data appunto la differenza d'età. Ma a questo punto non mi interessa; mi godo la salita. Muovo un passo dopo l'altro; c'è sempre un passa in più da fare e mi concentro su quello, non importa più di tanto dove poi andrò a finire. Il tempo passa e il sole supera il profilo delle pareti all'orizzonte e comincia timidamente a illuminarci quando siamo ormai arrivati a metà della salita e stiamo per lasciare il versante esposto della montagna su cui ci troviamo per inoltrarci all'interno, verso le cime che stanno sopra di noi ma che ancora non siamo risuciti a vedere. Papà mi aspetta proprio dove la vegetazione cambia; lasciamo un boschetto da collina per un bosco più adatto all'alta montagna.
C'è una novità però: il sole. Ogni foglia diventa una sfumatura e dietro ad esse si intravvedono i profili grigi delle pareti. Quanto mi piacerebbe salire in cordata fino a una vetta, sentire la gravità che tira giù e la roccia che, amica nemica, mi offre l'appiglio che potrebbe tradirmi, fino alla vetta. Ma non è questo il giorno, oggi la meta è un'altra, è il Rifugio Chiggiato, uno dei meno turistici della zona ed io ci sto andando per la prima volta.
Saliamo attraverso il bosco e sento quanto mi renda felice sentire di star facendo qualcosa con mio padre; non ci capita spesso di passare del tempo insieme a lui. Ma non abbiamo bisogno di dircelo, ne forse ce ne rendiamo razionalmente conto entrabi; però si sale bene oggi. Fra una pausa per i funghi e una per fare qualche fotografia, come di rito, entro il tempo previsto raggiungiamo il Rifugio, che dalle mie parti si scrive con la lettere maiuscola perchè quando non ce n'hai più è proprio li che voresti trovarti!
Ci accoglie per primo un bellissimo golden retriver che sbadigliando si sdraia sul pavimento proprio davani all'ingresso del Rifugio; restiamo fuori. D'altra parte non c'è ragione di entrare, la mattinata è splendida, il sole è alto e intorno e noi ci sono 360 gradi di panorama dolomitico come non si può raccontare. A ovest vediamo la vallata di Pieve di Cadore con il Cridola, il Montanel, si vede persino il lago. Seguono poi l'Antelao e da sud a nord ci girano intorno tutte le cime delle Marmarole. Non è che queste cime non meritino un nome singolo, è che sono troppe! Ma se lo chiedete ai partigiani che ci hanno combattuto vi racconteranno anche come si chiamano i sassi che ci trovate.
Mentre ci guardiamo intorno la ragazza che gestisce il Rifugio porta la nostra attenzione su una cima nelle nostre vicinanze, una di quelle senza un nome famoso. Ci fa vedere la scarpata che le sta a destra, dal nostro punto di vista per lo meno, e ci dice che porprio per quella via si può aggirare la montagna e salirne in vetta. Non c'è però sentiero, bisogna seguire le indicazioni che con attenzione si possono trovare qua e la rappresentate da un cerchio rosso. Perchè no mi dico!? Guardo mio padre che, più scettico di me, non ha esattamente l'aria di volerci andare; d'altra parte è arrivato per primo al Rifugio, e credo gli basti per oggi, ma un'occasione è un'occasione! E non me ne vogliano Sara che è rimasta, suo malgrado, a casa a dormire e Umberto che mi sta raggiungendo dall'Austria se arriverò un po' in ritardo, la salita per me non è ancora finita.
Ripartiamo dunque lasciando panorama, cane e Rifugio alle nostre spalle e procediamo fino al bivio fra il Rifugio Bayon e il Bivacco Tiziano, anch'esso con la maiuscala perchè quando non puoi raggiungere un Rifugio speri almeno ci sia un Bivacco!
La nostra meta è davanti a noi e i due sentieri vanno a destra e a sinistra: e noi andiamo in mezzo. A farci capire che la strada è giusta c'è un cerchio rosso sul pino di fronte a noi al limitare dell'erba.
Prendiamo a salire su una traccia di sentiero in mezzo ai baranci; così chiamiamo quelle piante simili a rovi che crescono sulle sporgenze più scoscese delle montagne, ultime tracce di vegetazione dopo l'erba, i muschi e i licheni. E' davvero dura e papà fa visibilmente fatica; d'altra parte ha rotto il ritmo fermandosi al Rifugio e per lui questo è stato fatale. Lo fermo e lo invito a precedermi sulla strada del ritorno, questa salita è evidentemente solo per me.
Continuo allora a salire con energia fino alla fine dei baranci. Mi trovo ora sotto la parete che mi separa dalla cime che sto cercando di raggiungere. Non ho ancora chiaro dove mi dirigerò fra breve, ma sento che troverò la strada. Fino a qui sono riuscito bene a seguire le indicazioni sulla roccia; non sempre visibilissime a dire il vero, ma non mi lamento, troverò anche la prossima! E invece no. All'improvviso, proprio ai piedi della scarpata non trovo più indicazioni. Da un lato ho una scarpata, verso l'alto, dall'altra parte un'altra scarpata, verso il basso, e l'unica via sicura è quella che ho percorso per arrivare qui. Mi hanno insegnato a essere prudente, non si lascia il sentiero con leggerezza, quindi mi trattengo nel punto in cui sono arrivato da cui so ritrovare la strada. Ma questo alla fine non è un sentiero, ma ci resto lo stesso. Non so cosa fare. Torno un pò indietro a cercare nuove segnalazioni e non trovo niente, mi sembra. Mi accorgo piuttosto che qualcosa si sta avvicinando a me. La vegetazione si muove e quindi deve essere...un vecchietto! Non ci credo! E' magro come un chido, zaino in spalla, petto nudo, pantaloncini corti, e sta facendo la mia strada non-strada. Lo saluto e gli chiedo aiuto per trovare la via. Restando fermo nel punto limite che avevo trovato gli faccio da ometto-umano (gli ometti sono quelle piramidi di sassi che fungono da segnaletica alpina, come a dire "da questa parte"). Lui si avventura verso la scarpata e trova una segnalazione. Lascio allora una bottiglia su un sasso in modo da fare un ometto temporaneo per il ritorno e prendo a salire con lui sulla scarpata.
Non pensavo fosse così difficile, non pensavo fosse così dura, non pensavo che un vecchietto di, scoprirà poi, 72 anni potesse salire agevolmente meglio di me! Arriviamo in cima e il panorama ci ricompensa dello sforzo. Siamo sopra le colline, all'altezza delle cime che segnano l'orizzonte. Siamo su uno spuntone erboso che fa da spalla alla montagna che stiamo salendo. Dobbiamo girarle intorno e ora vedo la strada. Dovremo passare su un terrazzo roccioso per raggiungere il pendio sull'altro lato. Il mio compagno, o forse dovrei dire guida, è già passato di qui e mi dice di stare attento e guardandomi attorno capisco bene perchè: un passo falso mi farebbe cadere per 300 metri, e qui non ci sono sicurezze, corde, chiodi, sentieri o quant'altro. Però ci siamo noi! E noi andiamo avanti! Scatto fotografie dappertutto e parlo con il mio nuovo amico. Sono tutto preso a raccontargli di non so che cosa e lui mi guarda, mi fissa e mi dice di stare in silenzio e di guardare in quella direzione. Non ci posso credere, ci sono i camosci! Di fronte a me c'è un branco di 6 o 7 camosci. Ci fermiano e li guardimo, facciamo fotografie e ci diciamo quanto sono belli. Uno di loro si avvicina a noi. Sembra tenerci d'occhio; evidentemente è una pattuglia. Ogni volta che ci aviciniamo lancia un segnale e scappa indietro. Lo fa per tre volte e poi, senza che neanche ce ne accorgiamo, dopo l'ultimo richiamo, tutto il branco sparisce. Dove sia andato non lo so. Dove possa essere andato non lo immagino! Ci sono solo burroni intorno a noi! Ma loro sono camosci, sanno il fatto loro.
Intanto siamo arrivati sulla salita che ci porterà in vetta quando però la mia guida mi dice due cose: lui non tornerà indietro da questa parte e sembra che in alto ci sia una ferrata. Io non ho attrezzatura con me e ed è la prima volta che cammino fuori dal seniero, o quantomeno così fuori dal sentiero. Nonstante veda la mia meta davanti a me il buon senso, o più probabilmente la paura e le scuse (come i compagni a casa che mi aspettano), mi fanno salutare la mia guida e ritornare sui miei passi.
Con prudenza e attenzione torno indietro, riattraverso il terrazzo roccioso, discendo la scarpata, recupero la bottiglia lasciata come ometto, scendo attraverso i baranci, supero l'albero con il cerchio rosso dipinto sopra e torno al Rifugio.
L'opportunità è stata sprecata. Al momento opportuno il maestro si è presentato e io l'ho seguito ma non sono riuscito a portare a termine il percorso. Forse non era il momento, ciò che è certo è che a posteriori sento di aver avuto paura, e non senza ragione. Ho quindi mancato di coraggio, o di incoscienza. Non saprò mai se ho fatto bene o male a tornare indietro, so solo che la giornata è finità così, con il ginocchio che durante la discesa ha cominciato a farmi male sul serio. Saranno stati i più di 1200 metri di dislivello camminati quel giorno, sarà la stanchezza, sarà che gli orientali dicono che quando ti fa male il ginocchio destro significa che ti senti insicuro!
Mi prendo l'esperienza e me la porto a casa. Ho certamente fatto un passo oltre quello che era stato il mio limite fino al giorno prima e la vita mi ha dato un segno; non avevo mai visto un branco di camosci! Mi resta la fame per quello che avrei potuto vedere dalla vetta, ma so bene che non è la vetta la cosa importante quanto invece la salita. La mia non ha avuto successo me a modo suo è stata un successo. E poi nessuno mi vieta di tornare un'altra volta a portarla a termine. Dovrò però d'oggi in poi fare attenzione a ricordarmi che non sempre potrò avere seconde opportunità e fare attenzione a coglierle quando mi si presentano davanti.
In fondo comunque è stata una grande giornata, mi sento soddisfatto e lo è anche papà e per entrambi, sulla macchina ritornando a casa, ci sono sorrisi e soddisfazione per il lavoro compiuto.

PS
Le fotografie dell'escursione sono visibili nella galleria immagini del sito. Il link si trova a destra sotto l'immagine casuale. Una volta aperta è sufficente selezionare l'album "Montagna" e poi quello del Rifugio Chiggiato.

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Voglio, voglio, voglio, l'erba-voglio!
mercoledì, 14 dicembre, 2005, 23:02 - Personale
Ieri sera mi hanno gentilmente invitato a una serata di formazione...e io ci sono andato!
Abbiamo fatto un esercizio che da tempo volevo fare e condividere con voi. Si tratta di fare un "brain-storming", cioè vomitare idee senza controllo (non conta la qualità ma la quantità), sui bisogni dell'uomo raggruppati, per l'occasione, in quattro gruppi.
L'esercizio è molto divertente e mi fa pensare a Jovanotti quando canta "Voglio" dove delira su quello che potrebbe volere, o che si era dimenticato di volere. E forse anche noi troppo spesso ci dimentichiamo dei sogni, e quindi i nostri sogni si dimenticano di noi!
Quindi ecco cosa voglio:

Carriera, lavoro e finanze: laurea, seconda laurea, certificazioni su linux, master PNL, corso come facilitatore di respiri, un miliardo, 10000 euro al mese, fama riconosciuta, macchina figa, casa mia, lavorare con amici, lavoro poco impegnativo, lavoro stimolante, ufficio con vista, essere presidente, cene di lavoro, segretarie fighe, divertirmi, amici attorno, essere a contatto con la gente, un sacco di soldi, vacanze lunghe e libere, inventare cose mie, investire in borsa, una società mia, produrre elettronica, scrivere software, avere un ristorante, avere una baita, fare una multinazionale, promuovere e sviluppare linux, divertirmi, lavorare tardi il mattino e fino a tardi la sera, non avere orari, gratifiche per i risultati, premi, essere stimato, villa in montagna, villa al mare, appartamento a Manhattan, chiatarra figa, computer della madonna, moto, essere corteggiato come professionista, fare corsi su tutto, fare formazione continua, essere un azionista, fare corsi, guidare una folla, essere un leader, jet privato, mongolfiera, terreno in montagna, parco naturale, attrezzatura sportiva, collezione di whisky, caso con camino, due cani, casa alle Maldiva, 250 miliardi entro i 40 anni, creare un ente mio per l'informatica, un cavallo, grande disponibilità economica, essere famoso,fisico allenato, casa con il dojo, catana d'epoca, autista, piscina, parete da roccia, catena di pub, insegnare crescita nelle scuole, creare software formativi, mega TV, casa ipertecnologica, fare party con amici ogni settimana.

Sviluppo personale: imparare bene C, C++, C#, Java, Perl, PHP, Java, MySQL, conoscenza approfondita sulla sicurezza informatica, certificazioni su linux, conoscere il kernel linux, conoscere il kernel hurd,il sistema GNU, windows, psicologia, NEI, PNL, psichiatria, andare in windsurf, snowboard, allevare cani, andare a cavallo, motivazione, automotivazione, sapere tutte le parole strane, inglese, francese, spagnolo, russo, arabo, giapponese, cinese, saper scalare bene, guida da corsa, scienze della terra, meteorologia, fisica quantistica, cosmologia, cotruire una casa, fare un impianto elettrico, fare una rete idrica, costruire un ponte, costruire una rete informatica, progettare sistemi operativi, latino, greco, scrivere con la sinistra e con due mani, cucinare bene, cucina cinese, arti marziali, saper fare sub, parapendio, volo avela, guidare un aereo, conoscere i sentieri, giocare a biliardo, giocare a calcio, giocare a hockey, rimorchiare una ragazza con facilità, investire in borsa, scalare una società, pattinare bene, riparare un'auto, leggere tutti i libri di motivazione e formazione, saper avere a che fare con le persone, essere istruttore di formazione, essere coach, essere leader, coach in PNL e trainer, saper ballare, saper cadere con in paracadute, public speaking, comunicazione efficace, capacità nelle relazioni di coppia, conoscere le erbe, corso di fotografia, corso di shatsu, di massaggi, imparare a essere multiorgasmico, guidare una moto-GP, essere molto divertente, saper girare un film, fare fotoritocco, saper arredare una casa, saper cantare bene, suonare il piano.

Svago e avventura: viaggio in Tibet e Nepal, coast to coast, andare a Cape Town, andare ai poli, vedere l'Everest, risalire il Rio delle Amazzioni, scalare le 3 Cime di Lavaredo, l'Everest, il K2, l'Annapurna, il Monte Bianco e il Cervino, girare un film, provare tutte le birre e i whisky, suonare in uno stadio con un grande pubblico, lancirami con il paracadute, fare parapendio, fare tutte le altevie, fare sub, nuotare con gli squali e con i delfini, assistere all'accoppiamento dei pinguini, vedere il Titanic, esplorare un relitto, leggere tutti i libri sulla formazione e sull'informatica e le scienze e la psicologia, cicinare, fare feste con gli amici ogni settimana, disegnare una linea di intimo femminile...anche due, pilotare un aereo, superare la paura dei serpenti, correre in moto, fare i salti con il windsurf e lo snowboard, fare fuoripista, distillare whisky, giocare e ping-pong, a hockey, imparare a ballare, fare trecking a cavallo, corso di somelier, imparare bene a fare graffiti, fare il pittore, farmi i capelli blu, massaggi, andare al ristorante, fare spese senza limiti, andare nello spazioe e sulla luna.

Contributo al mondo: scrivere software gratuito e diffonderlo, diffondere le pratiche ecologiste e olistiche, promuovere le medicine alternative, insegnare agli altri l'informatica, la motivazione, l'automotivazione, la PNL e tutto quello che so, deporre Bush, finanziare progetti, amare incondizionatamente, essere meglio che posso in ogni cosa, educare i miei eventuali figlio alla grande facendogli imparare subito un sacco di lingue e dandogli tutte le opportunità che posso, fargli provare esperienze, dare opportunità a chi si dmostra volenteroso, inventare qualcosa, aiutare la gente a essere felice, difendere la natura.

E VAFFANCULO a chi mi dice che non posso!

Prendete nota e spunto! Vogliate volere!

NB
Se volete farmi sapere cosa volete entrate nel forum e scrivetelo! Categoria "La Voglia", Topic "L'erba voglio".

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