Delirio da studio
domenica, 9 ottobre, 2005, 05:20 - Personale
Ragazzi chiedo aiuto! Questa mattina stiamo raggiungendo un livello di delirio preoccupante...in particolare il mio collega, di cui non farò il nome per difendere la privacy, sta impazzendo uscendosene con frasi tipo: “ma il coseno iperbolico lo hanno inventato in svizzera? Si chiama CH!”. O ancora “se c'è il coefficiente d'efficienza potremmo inventare il coefficiente “deficienza”. Potremmo integrarlo su tutte le persone del mondo e poi dividerlo per il numero di persone così avremmo la deficienza media e la chiameremmo “D_u” dove “u” sta per umana!”. Preso dalla disperazione ho mandato un SMS a Ilaria, la sua ragazza, che non rientra nel programma di difesa della privacy, chiedendole aiuto...e lei mi ha soccorso chiamando! Ma Daniele per tranquillizzarla le ha detto che “è' tutto normale, cioè è tutto “perpendicolare” [in fisica “normale” significa perpendicolare] allo stato delle cose”, e poi ha cominciato a ridere piangendo...ancora di più da quando ha capito che sto scrivendo tutto! “Cosa vorresti sentirti dire da una musicista figa? LA DO, SI SI LA DO!” seguito da sbavate con la lingua fuori e poi dalla dichiarazione suprema: “Io credo in una sola fisica tecnica, in una sola formula!”. Dobbiamo finirla al più presto con questo esame! “E Kirchhoff, Boltzman e gli altri ci verranno a pettinare i baffi!”| link permanente |




( 3.1 / 351 )Alimentazione da studio
domenica, 9 ottobre, 2005, 05:18 - Alimentazione
Sono disgustato!Come molti di voi sapranno sono in ritiro spirituale pro-studio a casa di Daniele da qualche giorno. Dato che non abbiamo molto tempo e che non abbiamo neanche una mamma affettuosa, una ragazza volenterosa o una schiava a cui far fare da mangiare siamo costretti, spesso, ad alimentarci con quello che troviamo in casa. Come se non bastasse facciamo anche le ore piccole delirando sulle formule della termodinamica e per tenerci svegli dobbiamo mangiare e bere qualcosa se no collassiamo.
Ieri Daniele è andato a fare la spesa per comprare qualcosa da far fuori studiando, ecco l'elenco: 6 lattine di Redbull, confezione formato famiglia di Fonzies, salsa messicana al formaggio, succo di pomodoro [da bere] e un paio di altre cose. Il risultato è stato che alle 5:00 eravamo ancora in piedi [come si vede dal post precedente], io devastato e lui allucinato dalla Redbull! La cosa in se era anche divertente, dato che verso le 3:30 abbiamo consultato l'enciclopedia Encarta per scoprire gli effetti sul corpo degli ingredienti della Redbull e ci siamo resi conto che è una bomba di vitamine B che vanno ad agire sul sistema nervoso...e si è visto!
Ora, dato che questo è un periodo in cui sto cercando di passare da un'alimentazione “random” ad una “sana” [come vedrete dai futuri post a riguardo] vi chiedo consiglio su come alimentarsi durante lo studio! Va bene che ormai dovrei essere agli sgoccioli, ma la cosa non fa male di certo!
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( 3 / 928 )Il valore delle nostre azioni
domenica, 9 ottobre, 2005, 05:16 - Formazione
Qualche ora fa stavo pensando a scrivere qualcosa su come si sarebbe dovuto intendere un particolare comportamento che giorni fa un mio amico ha riscontrato in un'altra persona. Nello scrivere la pozza di quell'ipotetico post, e divagando un po', mi sono ritrovato a parlare del modo in cui le persone agiscono e del valore delle loro azioni per se stessi e per gli altri. Questo discorso mi è sempre sembrato interessante dato che spesso non riusciamo a capire perché ci comportiamo in un modo piuttosto che in un altro e contemporaneamente perdiamo giornate a fare ipotesi sul perché gli altri prendano certe decisioni. La morale è che probabilmente dovremmo limitarci a occuparci di quello che facciamo noi e cercare di capirci di più! Ma andiamo con ordine...Come sempre parlando di dinamiche il discorso è più complesso di quanto non sembri. Cerco di definire un punto di partenza. Ogni persona prova piacere e dolore. Entrambi possono derivare dal “fare” o dal “non fare” e anche se i due aspetti sono intercambiabili concettualmente [non faccio i compiti = faccio altro] c'è sempre un aspetto dominante. Si possono dividere le persone fra quelle che principalmente vanno “verso” e quelle che invece vanno “lontano da” qualcosa [vado “lontano dai” guai, vado “verso” la serenità]. Abbinati al piacere e al dolore avremo persone che tendono ad andare “verso” il dolore o il piacere e altre che andranno “lontano dal” dolore o il piacere. Bisogna fare una precisazione, il “piacere” non è ciò che possiamo intendere come tale a priori, è tutto ciò che ci da un vantaggio maggiore del prezzo che dobbiamo pagare per averlo. Si perché tutto ha un prezzo, ogni azione che compiano, che non compiano o che decidiamo di non decidere se compiere o meno. Contemporaneamente però ogni azione ci porta qualcosa. Può portarci “vantaggi” e “piaceri” o “svantaggi” e “dolori”.
Nel momento in cui iniziamo a interagire con gli altri ci rendiamo conto che le nostre azioni oltre che avere effetti su di noi ne hanno anche sugli altri; il come è determinante. Potrei compiere azioni che portano vantaggi a me e anche alle persone che ho intorno, e allora avrei fatto un'azione “intelligente”, potrei portare vantaggi a me e svantaggi agli altri, e allora avrei fatto un'azione da “bandito”, potrei poi portare vantaggi agli altri e svantaggi a me stesso, e l'azione sarebbe allora da “sprovveduto”, e potrei infine portare svantaggi a me e anche agli altri e compiere quindi, per definizione, un'azione “stupida”. Attenzione, ho volutamente classificato le azione e non le persone che le compiono perché “le persone non sono i loro comportamenti”! Una persona può in ogni momento decidere come essere e può cambiare, rispetto al passato, all'improvviso quando magari non ci se lo aspetta. Se si identificano le persone nei loro comportamenti si rischia di non riconoscere più chi si ha davanti. Quindi attenzione! Ulteriore postilla: le intenzioni non contano niente. Se mi piace una ragazza, le regalo una rosa e lei mi da uno schiaffo, cosa non è andato per il verso giusto? Chi ha sbagliato? Io? Lei? Tutti e due? La risposta è “io”! Se non mi sono sincerato di che affetto avrebbe la mia azione sugli altri la colpa è mia. La ragazza in questione potrebbe odiare le rose, sentirsi offesa perché crede che io la voglia comprare con un fiore, pensare che è un regalo da niente, avere paura e reagire malamente o qualsiasi altra cosa. Ma dato che io per primo volevo ottenere un risultato, l'esito è mia responsabilità. L'azione compiuta sarà classificata proprio in base a quanto sarò stato capace di raggiungere il mio obiettivo e in base a quali effetti collaterali avrò ottenuto. Se non avrò avuto successo sarà evidente che dovrò cambiare qualcosa, magari solo un dettaglio, ma qualcosa deve essere cambiata. Non siete convinti? Allora vi do una definizione di “follia” tanto cara a mio padre e al mio istruttore Giorgio: “follia è aspettarsi che a comportamenti uguali corrispondano risultati diversi”. Abbiate sempre il coraggio di cambiare!
I nostri comportamenti hanno ragioni e motori profondi nel nostro inconscio. Arrivare a capire se stessi passa anche per l'assumere la consapevolezza di quanto ho detto fino a qui. Il discorso è naturalmente più complesso, e magari approfondiremo in futuro, ma se quanto ho scritto fino a qui è per voi tutto nuovo avrete di certo per un po' ottimi spunti di riflessione! Se cambio me stesso il mondo intorno a me cambia di conseguenza. Cambiare gli altri è impossibile, quindi è inutile provarci, l'unica cosa che possiamo fare è diventare padroni di noi stessi.
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( 3 / 388 )L'aspetto del sito
domenica, 9 ottobre, 2005, 05:15 - Personale
In questi giorni sto apprezzando moltissimo le mail che diverse persone mi inviano o per commentare i post sul sito, o per offrirmi aiuto nell'implementazione delle funzionalità e nella creazione del layout, e visto che in molti me lo avete chiesto vi anticipo cosa vorrei fare. Anzitutto il sito sarà multi-argomento, ci saranno diverse sezioni con rubriche mantenute anche da amici particolarmente volenterosi, o competenti, o schiavizzati! :-) Sarà possibile commentare le notizie e discuterne, cosa cui fra l'altro tengo molto. Prevedo un guestbook, dei link, e un'area di condivisione immagini.. Per quanto riguarda l'estetica ci sarà invece molto da lavorare; vorrei costruire un'iterfaccia per così dire “tibetana”, monti e zen, ma devo ancora chiarirmi le idee e documentarmi adeguatamente. Ad ogni modo i lavori seri inizieranno fra qualche giorno dopo che avrò dato l'ultimo esame [7 ottobre]. Al momento infatti sono in ritiro spirituale con un amico per ragioni di studio e non ho molto tempo da dedicare ad altro. Sarei comunque felicissimo di postare i vostri commenti agli articoli, basta che me li spediate. Dal dialogo si impara sempre qualcosa! Grazie a tutti dell'interessamento e a presto!| link permanente |




( 3 / 463 )Potenza poco direzionata
domenica, 9 ottobre, 2005, 05:15 - Informatica
Spesso mi capita di fermarmi a pensare a quanta energia è investita nel progetto GNU, in linux e nelle sue varie distribuzioni e per quanto io sia un grande e convinto sostenitore di questi software open source non posso fare a meno di pensare che tali energie potrebbero essere indirizzate meglio. Penso infatti a come windows, nonostante le sue evidenti limitazioni, riesca a essere un punto di riferimento per la maggior parte degli utenti nel mondo. Attenzione, non mi sto riferendo alla facilità d'uso o alla disponibilità del software, ma piuttosto a quelle idee e quei progetti che sanno di innovativo. Se penso a Microsoft penso a MSN, Hotmail, Passport, Messenger e all'integrazione fra questi. Esiste di fatto una comunità che ha i suoi luoghi di incontro, i suoi servizi e le sue sicurezze. Linux arriva dappertutto ma lo fa un po' troppo come “un turista in visita”. Quello che più mi diverte è che senza i servizi di rete offerti proprio dalla piattaforma linux internet non esisterebbe, o quantomeno funzionerebbe molto meno e molto peggio di ora. Ciò che manca al mondo linux è l'ottica comunitaria! Penso a come al momento esistano più di 1000 differenti distribuzioni linux [una distribuzione è una personalizzazione del sistema operativo linux corredato da un pacchetto di software], decine di librerie per ogni necessità, svariate alternative per ogni possibile software inclusi i servizi locali e di rete. Nonostante questo gli utenti delle diverse distribuzioni tendono a fare gruppo, a sviluppare soluzioni personali, a non integrare i progetti. Se ad esempio volessi creare un programma che visualizza immagini potrei trovare diverse librerie che mi offrono le funzionalità di cui ho bisogno [tutte diverse naturalmente] ma nessuna che raccolga la totalità delle funzioni. Ora, la libertà di sviluppare come si vuole è splendida e da rispettare, e se non ci fosse la maggior parte degli sviluppatori smetterebbe di fare ciò che fa, ma forse una visione d'insieme e un obiettivo comune renderebbero l'intero sistema GNU/Linux migliore di quello Windows. Nella mia mente sogno una distribuzione che raccolga le funzionalità della maggior parte delle altre, che organizzi i software, che compatti le librerie, che rispetti gli standard, che si proponga come “authority”. Sarebbe bello ad esempio avere un Passport-Linux. “Non c'è vento favorevole per la nave che non ha meta”. Fino ad oggi linux ha giocato a inseguire windows...forse sta arrivando il momento del sorpasso e idee come questa ne saranno la chiave. Al più presto inizierà a lavorarci su!| link permanente |




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